Chi naviga lo sa bene: quando la barca è ferma in porto, gran parte della sicurezza dipende dalle cime di ormeggio. Sono loro a tenere l’imbarcazione stabile alla banchina, ad assorbire i movimenti causati da vento e onde e a evitare che lo scafo subisca urti o tensioni eccessive.
Non tutte le cime però si comportano allo stesso modo. Cambiano i materiali, la costruzione e il modo in cui reagiscono sotto sforzo. Alcune sono più morbide e facili da maneggiare, altre privilegiano la robustezza e la resistenza allo sfregamento.
Capire queste differenze aiuta a scegliere il cordame più adatto alla propria barca e a gestire l’ormeggio con maggiore tranquillità.
Treccia nautica: pratica e facile da gestire
La treccia nautica è una delle cime più utilizzate nelle manovre di ormeggio. La struttura intrecciata la rende morbida e flessibile, qualità che si apprezzano subito quando bisogna lavorare con la corda a bordo.
Una cima di questo tipo si lascia gestire facilmente anche quando si devono fare nodi o regolare la tensione. Non diventa rigida con l’uso e mantiene una buona maneggevolezza anche dopo molte ore esposta all’ambiente marino.
Per questo motivo è spesso scelta da chi cerca una cima affidabile, ma allo stesso tempo comoda da utilizzare durante le operazioni di attracco.
Gherlino: una cima solida e versatile
Il gherlino è una cima ritorta molto conosciuta in ambito nautico. La sua struttura lo rende resistente e allo stesso tempo abbastanza flessibile da essere gestito con facilità durante le manovre.
È una corda che si presta bene a diversi utilizzi a bordo, proprio perché riesce a combinare robustezza e praticità. Quando lavora sotto tensione mantiene una buona stabilità e permette di controllare la barca durante le operazioni di ormeggio, senza creare difficoltà nella gestione della cima.
Per questo motivo viene spesso utilizzato come cima di servizio o come supporto nelle manovre più comuni.
Corda fiocco ritorta: resistenza e affidabilità
Tra le soluzioni più robuste per l’ormeggio troviamo la corda fiocco ritorta, realizzata in poliestere ad alta tenacità. Questo materiale è particolarmente adatto all’ambiente marino perché resiste bene alle sollecitazioni e all’esposizione agli agenti atmosferici.
La costruzione ritorta offre una buona solidità e una resistenza efficace allo sfregamento, un aspetto importante quando la cima lavora a contatto con bitte, anelli o bordi della banchina.
Il risultato è una corda che garantisce stabilità durante l’ormeggio e mantiene buone prestazioni anche dopo un utilizzo prolungato.
Cime per ormeggio di poppa
L’ormeggio di poppa è una manovra che richiede precisione, soprattutto nei porti dove lo spazio è limitato. Le cime pensate per questo utilizzo sono progettate per offrire sicurezza e praticità durante l’attracco.
In molti casi sono realizzate in poliestere e presentano una redancia in acciaio inox AISI 316 già impiombata, che facilita il fissaggio e protegge la cima nei punti più sollecitati. Questo dettaglio permette di collegare rapidamente la corda agli anelli o ai punti di ormeggio senza compromettere la resistenza del cordame.
Si tratta quindi di una soluzione pensata per rendere l’ormeggio più semplice e allo stesso tempo più affidabile.
Treccia piatta per parabordi
Quando la barca è ormeggiata, i parabordi svolgono un ruolo fondamentale nel proteggere lo scafo dai contatti con la banchina o con altre imbarcazioni. Per fissarli in modo corretto viene utilizzata spesso una treccia piatta.
La forma piatta di questa cima è pensata proprio per ridurre il rischio di segni o abrasioni sulla superficie della barca. Inoltre, consente di regolare facilmente la posizione dei parabordi, mantenendoli stabili anche quando la barca si muove leggermente con il mare.
È un accessorio semplice, ma molto utile per preservare lo scafo durante le soste in porto.
Scegliere la cima giusta
Ogni tipo di cima ha un ruolo preciso a bordo. Alcune privilegiano la maneggevolezza, altre la robustezza o la resistenza allo sfregamento. La scelta dipende dalle dimensioni dell’imbarcazione, dal tipo di ormeggio e dalle condizioni in cui si naviga.
Conoscere le caratteristiche delle diverse soluzioni aiuta a costruire un equipaggiamento più affidabile e ad affrontare le manovre in porto con maggiore sicurezza.
Una buona cima non serve solo a tenere ferma la barca: contribuisce a proteggere l’imbarcazione e a rendere ogni attracco più semplice da gestire.