Come legare alberelli e piante appena messe a dimora senza danneggiare il fusto

Capire come legare gli alberi ai tutori significa prima di tutto trovare un equilibrio tra sostegno e libertà di movimento. Il sistema deve offrire la stabilità necessaria nelle condizioni in cui il tutore è effettivamente richiesto, senza trasformarsi in un vincolo rigido.

Materiale del legaccio, posizione del tutore, altezza della legatura e controlli nel tempo sono quindi aspetti da valutare insieme, soprattutto quando si interviene su alberelli e piante appena messe a dimora.

Quando intervenire

Non tutte le giovani piante richiedono necessariamente un tutore. La necessità dipende dalle dimensioni dell'esemplare, dalla stabilità della zolla, dalle caratteristiche del terreno, dall'esposizione al vento e dalle condizioni del luogo in cui avviene la messa a dimora.

Il sostegno diventa utile quando la pianta non riesce ancora a mantenersi sufficientemente stabile e il movimento del fusto rischia di trasmettersi eccessivamente alla zona radicale.

È importante, però, distinguere tra movimento e instabilità. Un giovane albero non deve necessariamente rimanere completamente immobile. Una certa possibilità di oscillazione fa parte del comportamento naturale della pianta. Il tutore dovrebbe quindi contrastare i movimenti eccessivi senza bloccare rigidamente tutto il fusto.

Prima di legare un alberello al tutore, è quindi opportuno verificare se il sostegno sia realmente necessario e quale configurazione sia più adatta alla pianta e al luogo.

Materiali e supporti

Il sistema più semplice prevede uno o più tutori e un materiale utilizzato per collegarli alla pianta. La scelta deve tenere conto sia della stabilità richiesta sia della delicatezza del fusto.

Il tutore deve essere sufficientemente stabile nel terreno e posizionato in modo da svolgere la propria funzione senza danneggiare le radici durante l'installazione. Quando viene collocato contestualmente alla messa a dimora, è più semplice pianificarne la posizione rispetto alla zolla.

Particolare attenzione merita la scelta dei legacci per piante. Un materiale molto sottile o rigido concentra la pressione su una superficie ridotta e può incidere la corteccia, soprattutto quando il fusto aumenta di diametro. È preferibile utilizzare una soluzione sufficientemente larga, flessibile e adatta al contatto con la pianta.

A seconda dell'applicazione possono essere impiegati materiali differenti. Ciò che conta è che la legatura non presenti superfici abrasive e possa essere regolata o sostituita durante la crescita.

Procedura passo passo

Una corretta legatura parte già dal posizionamento del tutore della pianta giovane. Il sostegno deve essere stabile e collocato a una distanza che permetta di creare il collegamento senza costringere il tronco contro il tutore stesso.

Una volta sistemata la pianta, si individua il punto in cui il sostegno è effettivamente necessario. Legare automaticamente il tronco molto in alto non è sempre la soluzione migliore: maggiore è l'altezza del vincolo, maggiore può essere la porzione di fusto immobilizzata. La posizione deve quindi essere scelta in relazione alla stabilità dell'alberello.

A questo punto si prepara il legaccio, lasciando abbastanza spazio affinché il tronco non venga stretto. Una soluzione frequentemente utilizzata consiste nel disporre il legaccio in modo che il fusto e il tutore non rimangano direttamente a contatto, creando una separazione tra i due.

La legatura deve risultare stabile ma non serrata. Dopo averla realizzata, è utile muovere delicatamente il fusto per verificare che possa ancora compiere una piccola oscillazione e che il materiale non scorra sulla corteccia in maniera aggressiva.

Se vengono utilizzati più tutori, le legature devono lavorare insieme senza tirare il tronco in direzioni opposte o costringerlo in una posizione innaturale.

Come evitare danni

L'errore più comune è probabilmente stringere troppo il legaccio. Al momento dell'installazione potrebbe sembrare corretto, ma un alberello è destinato ad aumentare progressivamente il diametro del proprio fusto.

Un legaccio lasciato troppo stretto può quindi iniziare a comprimere la corteccia e, con il passare del tempo, lasciare segni sempre più evidenti. Per questo non basta realizzare correttamente la legatura iniziale: bisogna anche controllarla durante la crescita.

Va evitato anche il contatto continuo tra tronco e tutore. Con il vento, lo sfregamento ripetuto può interessare sempre la stessa porzione della corteccia. Il sistema di legatura dovrebbe mantenere una distanza sufficiente tra le due superfici.

Un altro aspetto riguarda il materiale utilizzato. Fili metallici sottili, cordini molto rigidi o altri elementi non pensati per il contatto diretto con una pianta possono concentrare eccessivamente la pressione. Se per particolari necessità viene utilizzato un elemento rigido, non dovrebbe essere lasciato direttamente a contatto con il fusto senza un'adeguata protezione.

Infine, il tutore non deve diventare permanente per abitudine. Il suo scopo è accompagnare una fase iniziale quando il sostegno è necessario, non sostituire indefinitamente la capacità della pianta di mantenersi stabile.

Controlli successivi

Sapere come legare un albero al tutore è soltanto la prima parte del lavoro. Dopo la messa a dimora bisogna verificare periodicamente come reagiscono pianta, sostegno e legaccio.

Durante i controlli è utile osservare il punto di contatto con il fusto. Il materiale non dovrebbe lasciare incisioni, strozzature o abrasioni sulla corteccia. Bisogna inoltre verificare che non sia diventato troppo stretto a causa dell'aumento di diametro del tronco.

Anche il tutore può modificare la propria posizione. Terreno molto bagnato, vento o assestamenti possono inclinarlo, modificando di conseguenza la direzione nella quale il legaccio esercita la propria forza.

Dopo eventi meteorologici intensi conviene quindi controllare l'intero sistema e non limitarsi alla pianta.

Con il passare del tempo va inoltre valutato se il sostegno sia ancora necessario. Non esiste una durata identica per qualsiasi alberello: specie, dimensioni, terreno, sviluppo radicale ed esposizione possono modificare notevolmente i tempi.

Materiali utili e alternative

Esistono diversi materiali utilizzabili per realizzare legature in giardino. La scelta dipende dalle dimensioni della pianta, dal periodo durante il quale il collegamento dovrà rimanere in posizione e dal livello di flessibilità necessario.

Legacci flessibili e materiali specifici per uso agricolo o da giardinaggio consentono di adattare la legatura al fusto. In alcune applicazioni possono essere utilizzati anche spaghi, purché caratteristiche, diametro e modalità di posa siano compatibili con la pianta e non provochino abrasioni o strozzature.

Per legature temporanee su piante più piccole, la priorità può essere la semplicità di applicazione e regolazione. Quando si lavora con alberelli di maggiori dimensioni, invece, diventa ancora più importante valutare la superficie di contatto del materiale e la distribuzione della pressione.

Anche la soluzione con un unico tutore non è l'unica possibile. In situazioni che richiedono maggiore stabilità possono essere previsti sistemi con più sostegni, purché dimensionati e installati correttamente.

Il materiale migliore, quindi, non è semplicemente quello che permette di realizzare il nodo più stretto, ma quello che offre il sostegno necessario rispettando il fusto durante il periodo di crescita.

Vedi i legacci e gli spaghi adatti alle legature in giardino.

FAQ

Quanto bisogna stringere il legaccio intorno al tronco?

Il legaccio deve sostenere la pianta senza stringere il fusto. Deve rimanere spazio sufficiente per evitare compressioni e consentire un certo movimento naturale. La legatura va poi controllata periodicamente perché il diametro del tronco aumenta con la crescita.

A quale altezza bisogna legare un alberello al tutore?

Non esiste un'altezza universale. Il punto va individuato in base alle dimensioni e alla stabilità della pianta, cercando di fornire il sostegno necessario senza immobilizzare inutilmente una porzione eccessiva del fusto.

Posso utilizzare dello spago per legare una pianta?

Dipende dal tipo di spago, dalla pianta e dalla durata della legatura. Il materiale a contatto con il fusto non dovrebbe essere troppo sottile, rigido o abrasivo. È inoltre necessario controllare che con la crescita non inizi a stringere la corteccia.

Per quanto tempo deve rimanere il tutore?

Il tutore dovrebbe rimanere soltanto per il periodo necessario alla stabilizzazione della pianta. I tempi possono cambiare in base a specie, dimensioni dell'esemplare, terreno ed esposizione. È quindi preferibile valutare periodicamente la stabilità anziché rimuovere il sostegno secondo una scadenza uguale per tutte le piante.

Cosa fare se il legaccio sta lasciando un segno sul tronco?

È opportuno intervenire prima che la compressione aumenti, allentando, riposizionando o sostituendo il legaccio con una soluzione più adatta. Durante i controlli è utile verificare anche che non siano presenti abrasioni provocate dallo sfregamento contro il tutore.



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